Anno bisesto, anno funesto

Se dobbiamo pensare a una parola da associare al 2020, una delle prime che sicuramente ci verrà in mente è “Covid-19”, il virus che ha destabilizzato il mondo intero e la vita di ognuno di noi. Se poi proviamo a riassumere i vari eventi partendo da gennaio potremmo parlare degli incendi in Amazzonia; della morte del famoso giocare di basket Kobe Bryant e di sua figlia a causa dell’incidente in elicottero; della morte di George Floyd e della successiva protesta BLM (Black Lives Matter) contro le azioni dei poliziotti americani che usano la “razza” come pretesto per ferire e sottomettere; le due forti esplosioni nel porto libanese di Beirut; la quarantena e quello che ha comportato in giro per il mondo.
Senza dubbio sono avvertimenti importanti e rilevanti ma, purtroppo o per fortuna, in questo 2020 è successo molto di più: sebbene il virus sembri aver attirato tutta l’attenzione su di sé, il mondo non smette di girare e il tempo non si è di certo fermato. Ad esempio, il 22 ottobre scorso il Tribunale costituzionale polacco ha sancito il divieto di interrompere la gravidanza in caso di malformazione del feto, irrigidendo ulteriormente la legge sull’aborto polacca, che già era una delle più rigide d’Europa.
Il governo guidato dal partito cattolico e conservatore Diritto e Giustizia (PiS) ha influenzato questa decisione, puntualizzando come la legge non sia compatibile con la Costituzione. Lo stesso giorno sono scesi in piazza decine di migliaia di manifestanti pronti a combattere contro la sentenza, che limita il diritto delle donne di abortire: ora in Polonia l’interruzione di gravidanza è legale solo in caso di pericolo di vita per la madre, stupro e malformazioni del feto. Se la nuova sentenza dovesse venire approvata, le donne polacche potrebbero decidere di ricorrere ad un’interruzione solo nelle prime due circostanze, che però rappresentano solo il 2% degli aborti legali. L’esecutivo non ha fatto entrare in vigore la sentenza, sebbene avesse annunciato di farlo il 2 novembre, grazie alle numerose manifestazioni iniziate il 22 ottobre ed ancora in corso, che hanno smosso il paese. Manifestazioni guidate da movimenti femministi, ma anche da organizzazioni per i diritti LGBT+ e dalla popolazione intera, compresi i residenti delle campagne, solitamente più conservatori.
Dopo tre settimane di proteste il premier Mateusz Morawiecki ha tentato di spaventare la popolazione, schierando l’esercito, che a sua volta ha reagito esprimendo la sua preoccupazione verso un possibile spargimento di sangue, invitando il governo a considerare la volontà del popolo, arrivato addirittura a vandalizzare le chiese.
Molte donne si sono viste annullare gli appuntamenti dagli stessi ospedali; al momento il governo sta prendendo tempo, e il premier ha chiesto di poter avere un colloquio con i manifestanti, i quali hanno presentato tredici richieste, fra cui appunto la libertà di abortire.
Tornando un po’ indietro, nel periodo della quarantena dove una delle preoccupazioni principale per tutti noi era di trovare un modo per ricongiungerci con i nostri cari o amici in sicurezza, il mondo non si è fermato: il 26 maggio la Costa Rica è diventato il primo paese centroamericano e l’ottavo in America Latina, a legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso.
È un’attesa durata due anni: già nel 2016 l’allora presidente Luis Guillermo Solis aveva promesso questo diritto, ma l’azione è stata bloccata fino al 2018 dopo l’intervento della Corte Suprema: “Oggi celebriamo la libertà, l’uguaglianza e le istituzioni democratiche. Possano l’empatia e l’amore essere la bussola che ci consente di andare avanti e costruire un paese in cui tutte le persone si trovino bene”. Queste le parole dell’attuale presidente Carlos Alvaredo Quesada, parole di conforto e speranza seguite da già cinquanta richieste di matrimonio.
Nel mese di luglio poi la NASA ha dato inizio alla missione Mars 2020, volta alla ricerca di segni primordiali di vita sul pianeta rosso, e che include esperimenti per preparare future ulteriori missioni con equipaggio.
Ma se questi sono avvenimenti dovuti alla volontà dell’uomo, il nostro pianeta ci ha ancora una volta mostrato la sua indiscutibile forza: il 23 giugno un terremoto di magnitudo 7.5 ha colpito la costa Oaxaca in Messico causando la morte di 10 persone, mentre il 19 luglio l’inondazione del fiume Brahmaputra (che attraversa Cina, India e Bangladesh), ha ucciso 189 persone e lasciato 4 milioni di persone senza una casa. Gli avvenimenti sopracitati sono solo una parte di ciò che è accaduto in questo burrascoso 2020, che certamente occuperà un importante sezione nei futuri libri di storia.
Per quanto un avvenimento possa non coinvolgerci credo sia importante essere il più informati possibile: è il nostro pianeta, la nostra vita, la nostra storia ed è importante viverla quanto conoscerla.

Sara Stanojlovic