Bolle di Sapone

È durante questo periodo di intense restrizioni che possiamo tirare fuori il meglio da noi.
Oggi, dopo aver affrontato il test di BIC (del quale penso fosse a conoscenza tutto il Liceo, considerato il livello di ansia che girava per i corridoi negli ultimi giorni) deciso di fare un giro al Parco Ciani.
Con mia grande sorpresa ho visto delle enormi bolle di sapone fluttuare verso l’uscita collegata al liceo. La cosa mi ha stupito e ho deciso di avvicinarmi: c’era una ragazza che faceva le bolle di sapone con dei bastoncini ai quali aveva attaccato delle cordicelle.
C’erano molti bambini che giocavano con lei, e siccome avevo avuto una giornata pesante ho deciso di tornare un po’ bambina anche io: ho cominciato a scoppiarle e la ragazza, che poi ho scoperto chiamarsi Camilla, mi ha chiesto se volessi provare a farle, e le ho detto di sì.
Mentre creavo queste grandi bolle di sapone e le vedevo volare via mi sono sentita di nuovo una bambina, e soprattutto leggera: tutte le mie preoccupazioni e lo stress sembravano racchiusi dentro quelle sfere volanti dal profumo lieve.
Ho passato più o meno mezz’ora a divertirmi e a far sorridere i bambini che, incuriositi, si avvicinavano per provare a scoppiare le bolle: può non sembrare molto, ma questa piccola avventura mi ha rallegrato l’intera giornata e mi ha fatto pensare a come le piccole cose possano avere un grande effetto sulle persone, specialmente in periodi bui come quelli che stiamo passando. Grazie a Camilla e alle sue bolle di sapone ho trovato un po’ di luce.
Ho pensato di condividere questo momento di gioia scrivendo al riguardo, in modo da poter magari ispirare qualcuno a compiere un piccolo gesto per risollevare il morale a un amico, a un parente o anche a uno sconosciuto, e chissà, forse a qualcuno che legge questo piccolo racconto verrà voglia di andare a farsi un giro nel parco, con la speranza di trovarvi Camilla, per poter tornare bambino grazie alle sue magiche bolle.

Sara Stanojlovic