Del penetrale di quest’anima

Che non mi si domandi
perché sono il solo
che guarda le rondini precipitare.
Loro
fermi per le strade
fissano l’improbo terreno
dove piccoli corpi impilati.
Noi, qui sopra
forse sconfitti magari morti
danziamo per le nuvole.
Rondini vindici corrono con noi
come fuochi nella nostra notte
e sotto le stelle
solo noi
viviamo.
Quando si desidera la morte:
Che non mi si domandi
Del senso di questa vita

Giacomo Ferrazzini