Ignari

Fu sulle montagne, alti
sopra le creste del suono,
spingendoci verso
la nube di niente che
cinge due mondi, leggeri,
parlando di gesti,
viaggiare tra
l’ombra e la roccia.
Fu quella voce, ignari
tracciando le orme di vetro,
scalfire la terra con lievi
riflessi, lasciando vagare
le storie di fumo,
gravi sull’acqua.
Fu l’improvviso vedere la notte,
anzi, più nulla di certo, rimasto
alla fragile volta oscillante
che opprime la mente,
indugiano i sensi.
Ricordi? Illusi di vita,
cercando tra lettere
nomi e memorie, eppure
sono altre le vie.
Fu solo uno sguardo, silenzio
strappato dal nulla, così
tentennare
sull’infida coltre,
accenno d’impronta, quell’alito
plumbeo squarciando
l’abisso, immobili
udire: “Non oltre”.

Clara Cusimano