Lie to me

Film e serie TV esaltano spesso le abilità di investigatori e specialisti, in grado di capire chi sta mentendo al primo sguardo. In questo articolo proporrò alcune delle tecniche da loro utilizzate, che potrebbero tornare utili per smascherare le bugie.
Secondo la Dottoressa Pamela Meyer, componente di un team di ricercatori, specializzati nell’identificazione di micro-espressioni facciali, i cinque comportamenti più usuali di un bugiardo sono…

1. Ripetere la domanda che è stata posta prima di rispondere Ogni studente che ha affrontato un’interrogazione orale nella sua vita saprà che, per guadagnare secondi preziosi a colmare un vuoto di memoria, è un’ottima strategia ripetere la domanda posta dall’insegnante oppure far finta di non aver capito. Attenzione però, tentare di guadagnare tempo può servire anche ad inventare una storiella distaccata dalla realtà, e potrebbe far apparire una semplice lacuna come un’improvvisazione.

2. Usare un determinato linguaggio I bugiardi in assoluto più facili da individuare sono quelli che utilizzano continuamente parole come: “se devo essere onesto”; “sinceramente” o “per la verità” per riaffermare la propria sincerità. Chi sta dicendo il vero non ha bisogno di ripeterlo continuamente.
Inoltre, chi mente tende a porre le distanze tra sé e quello di cui si sta parlando, classico esempio è la frase recitata dal Presidente americano Bill Clinton: “Non ho mai avuto rapporti sessuali con quella donna, Miss Levinsky”. Egli ha infatti usato le parole “quella donna” per tentare di porre un muro virtuale tra sé e Monica Levinsky, in modo tale da risultare innocente agli occhi del pubblico.

3. Tenere costante il contatto visivo È usuale pensare che, se una persona sta raccontando una menzogna, non avrà il coraggio di guardarti negli occhi, mentre invece è l’esatto contrario. Gli studi della Dott.ssa Meyer dimostrano quanto segue: puntare i piedi verso l’uscita per andar via il prima possibile ed irrigidire la parte superiore del corpo, come gli occhi, al fine di non sembrare agitati, sono azioni tipiche di un bugiardo.

4. Fornire dettagli irrilevanti Classico ragionamento di chi mente è pensare che quanti più dettagli si aggiungono, tanto più credibile sarà la storia. Tuttavia, i racconti ricchi di particolari del tutto inutili ed abbellimenti barocchi servono solo a distaccare la mente dell’ascoltatore dal concetto lineare che vi sta dietro, facendogli credere che sia tutto vero.

5. Contraddirsi da solo Un buon menzognere si prepara in precedenza la sua versione dei fatti per tentare di farla apparire la verità. Spesso e volentieri però, non coordina la mente con i movimenti del corpo: dice “sì” a voce ma scuote la testa per dissentire; finge di essere triste ed intanto i suoi occhi stanno sorridendo.

Uno solo di questi comportamenti non garantisce che ci si trovi davanti ad un bugiardo, ma riscontrandone diversi, allora si potrebbe mettere in discussione il fatto qualcuno stia dicendo la verità.
Spero che il mio articolo vi sarà utile e che vi ricorderete di questi trucchetti, tuttavia “se racconti la verità, non hai nulla da ricordare” (Mark Twain). niche di gameplay. Bisogna sempre ricordarsi che l’obbiettivo di uno sviluppatore non è far vincere il gioco all’AI, ma al giocatore.

Vittoria Macarioi